Non si finisce mai di sbagliare
È molto tempo che sono al mondo, eppure credo ancora nelle persone, sono disposto a dare almeno una possibilità a tutti di esprimersi, di deludermi o di meravigliarmi.
Mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa.
Da una situazione di insoddisfazione così forte verso l’amministrazione precedente mi aspettavo un’altra disponibilità da parte dei cittadini a partecipare in prima persona alla formazione di una nuova classe politica. Tutti vorrebbero che arrivi il leader maximo… che faccia, trascini, conduca, coinvolga, stravolga… magari per demolirlo, ma tutti vorrebbero perlomeno un Presidente degli Stati Uniti come loro sindaco. Forte, vincente, con un treno poderoso su cui salire. Su cui è facile salire. Molto più comodo che metterlo in moto e farlo accelerare con fatica.
Non ci doveva essere bisogno di stendere il tappeto rosso alla gente, invitandola ad essere parte attiva, con lusinghe o suppliche, per sentirsi dire no dopo mesi di non so. Dovevano esserci adesioni a frotte e senza condizioni, non mille distinguo. E invece tutti i gruppi hanno avuto difficoltà a formare le liste.
Perché? Fatica. Nient’altro. Nemmeno paura, solo fatica. E un po’ di furbizia.
Caro cittadino dovevi essere tu. No, non ti girare indietro, non dico a quello dietro a te, dico proprio a te: dovevi essere tu.
D’ora in poi, almeno, stai in silenzio per favore.
Andrea Sardelli