Prevedibile ma non prioritario
Vorrei collegarmi all’articolo “Era facilmente prevedibile” di Maria Brogioni.
Sì purtroppo era facilmente prevedibile, ma ovviamente non prioritario, specialmente per le precedenti amministrazioni, l’evolvere poco felice del settore istruzione di Montespertoli.
Quindi nel limbo in cui è stato confinato, non ha potuto che mostrare drammaticamente tutti i suoi limiti. Io sono due anni che invio lettere al Tirreno e alla Nazione, ottenendo solo risposte di circostanza poco soddisfacenti al limite della presa in giro, ho scritto anche un articolo sull’ultimo numero di “MDT”.
Purtroppo però dalle parziali informazioni che stò cercando di raccogliere, viene alla luce una situazione ancora peggiore di quella che pensavo.
Le nostre scuole e asili sono quasi al collasso, pieni al limite (spero non oltre), senza laboratori perchè convertiti a classi, con mense insufficienti (i bambini devono fare i turni per mangiare), con giardini simili ad aree predesertiche e per finire purtroppo non mi meraviglierei se in un futuro non lontano si dovessero fare i turni anche per stare in classe.
Le nuove strutture arriveranno in ritardo e saranno sottodimensionate, e in più a Montespertoli non si ha nemmeno la possibilita di affidare a privati strutture di propietà comunale, perchè il comune non ne ha.
La cosa peggiore per un elettore di sinistra come me è constatare l’ottusità dei propri rappresentanti, e ben magra sarà la consolazione di poter dire “ma io almeno l’avevo detto”.
Perchè se la civiltà di un paese si vede da come forma i propri giovani e assiste i propri anziani, noi abbiamo poco da gioire.
Sauro Mori
5 Luglio 2007 alle 11:39
Un saluto e un grazie a Sauro Mori. Benvenuto tra noi!
5 Luglio 2007 alle 14:22
colgo una frase molto importante ” … se la civiltà di un paese si vede da come forma i propri giovani e assiste i propri anziani … “ aggiungerei .. e come rispetta e valorizza il proprio territorio .., ed ecco che l’immagine del nostro paese è completa e tristemente veritiera.
Ma così è e sarà fin quando gli elettori si giustificheranno dicendo:
io sono di sinistra/destra e voterò sempre a sinistra/destra .. o frasi simili, senza sforzarsi di pensare che non è la fede politica che risolve i problemi quotidiani ma la buona volontà e la mancanza di sovrastrutture partitiche che impongono dall’alto le soluzioni ai problemi.
Occorre ricostruire una comunità in cui le persone sentano il desiderio di coinvolgere ed essere coinvolte nelle scelte che la riguardano ed un gruppo di Amministratori (di destra o di sinistra) disponibili ascoltare positivamente e fattivamente la partecipazione attiva dei cittadini…
5 Luglio 2007 alle 15:38
Purtroppo , come ho già detto nel precedente articolo, la necessità di nuove strutture scolastiche non è mai stata considerata prioritaria dalle amministrazioni del nostro paese, si è preferito sempre dare la precedenza a lavori di tutt’altro conto, salvo poi ritrovarsi alla saturazione in ambienti sovraffollati ed edifici da ristrutturare.
Saluto e ringrazio il nuovo autore che sta sottolineando insieme a me un problema di notevole evidenza.
5 Luglio 2007 alle 15:51
Io aggiungerei una piccola rivoluzione: cambierei la “o” in “e”.
5 Luglio 2007 alle 21:13
Chiedo a Sauro Mori una precisazione: non ho ben capito da chi ha ricevuto risposte di circostanza poco soddisfacenti, se da Tirreno e Nazione, che non le hanno pubblicate, o da chi non ha risposto a quelle lettere.
6 Luglio 2007 alle 02:43
Una cosa davvero grave in una situazione di assoluta emergenza scolastica è che si preveda di spendere 130.000 euro per fare giardino e parcheggio al Museo del Vino, un museo che non funziona e che è in perdita.
L’argomento merita un post tutto suo.
6 Luglio 2007 alle 16:56
Giusto, amministrare un Comune come Montespertoli non serve distinguersi in destra e sinistra, basta il buon senso e non dover rendere conto a segreterie di partito (vedi: Acquabolle, discarica, ecc.).
Vorrei sottolineare che Progetto Montespertoli è nato proprio per raggiungere questo obbiettivo: tutti insieme per il bene della comunità.
Grazie Andrea per il contributo che dai al cambiamento.
6 Luglio 2007 alle 20:38
Le lettere che ho scritto alla nazione e al tirreno sono sempre state pubblicate, è dall’amministrazione che ho ricevuto risposte laconiche, quando le ho ricevute.
Comunque a questo punto ritengo che vista la gravità della situazione sia inutile perdere tempo e denaro per progetti come quelli della “Casaccia”, meglio investire in una struttura prefabbricata ben fatta che possa permetterci di superare il momento di emergenza, gestendo meglio anche le strutture presenti, e permettendoci di gestire i programmi educativi in una maniera più idonea, usufruendo magari anche di strutture di laboratorio ora inesistenti.
Penso si importate costruire un movimento capace di vedere le cose in maniera autonoma senza indirizzi di partito, mi sembra che la situazione locale lo imponga.
Sauro Mori
6 Luglio 2007 alle 23:22
Sono d’accordo. Quando ad uno dei rari incontri con il Sindaco, mi confidò di essere appena riuscita ad acquistare la Casaccia ne fui perfino contento e mi congratulai con lei. L’immobile è in una buona posizione.
Ma ero a digiuno della parte economica. Quando ho saputo che quella scuola sarebbe costata 5 miliardi di lire (a preventivo) e che sarebbe riuscita a sistemare 30 bambini mi sono cascate la braccia.
Abbiamo seri problemi a far fronte a spese minori, spendiamo così tanti soldi per sistemare TRENTA bambini TRA QUALCHE ANNO, quando abbiamo già un emergenza di QUARANTA? E con una popolazione in crescita, visto che edificare fa tanto ma tanto bene?
Questa è follia. O qualcos’altro… e l’alternativa mi piace ancora meno.
Si trascura tutto, manutenzione delle strade, delle scuole, per fare una piramide che lasci l’impronta di sé? Maledetta sindrome del faraone…
La comunità ha bisogno di una scuola ADESSO, entro l’anno prossimo. E che costi poco. Molto meglio un prefabbricato. Anche se altrove. Il Parco urbano si arrangerà da sé.
Non ci serve promuovere la zona. O creare un parcheggio al Parco coi soldi per la scuola.