Sono già che Tafi e Martelli devono dimettersi
Contro ogni tipo di violenza e sopruso, per chi non è completamente libero.
Per tutte le morti evitabili.

Contronews

Per una volta invece che far sapere notizie del Comune alle persone, facciamo sapere notizie delle persone al Comune.

Bellino Fresu mi ha comunicato, e autorizzato a dirlo, che ha scritto al Prefetto e all’Associazione della Strage di Bologna, e che presto lo farà anche al Ministero. Allegando copia del post “I nostri morti”.

Se non si è mosso in passato è solo per non voler ostacolare i lavori della piazza di Martignana. Ha avuto molti più riguardi dell’Amministrazione Comunale.

E solo ora, dopo il rumore provocato dal blog, ci si ricorda di lui e dal Comune lo si invita a Bologna. A loro cosa pensa non lo ha detto, ma a me sì: “Si vergognino”.

Andrea Sardelli

14 Commenti a “ Contronews ”

  1. nada bronzi scrive:

    stamattina per venire a lavorare (p.za stazione a firenze) ho dovuto prendere il treno perchè le corse “bus” dirette per firenze vengono drasticamente limitate in questo mese. Giustamente! in agosto si sta in ferie. Ma non è per questo che scrivo.
    Appena salita sul treno mi sono ricordata che oggi è il 2 agosto; strage di Bologna. Inutile dire che mi sono commossa perchè al dolore di una ’strage’assurda, per chi conosceva Maria e la piccola Angela tutto si è moltiplicato.
    Alle 10.25 circa apro il blog e trovo questa notizia. No comment.
    Maria e Angela hanno la loro tomba (sepolte è una parola grossa) nel cimitero del capoluogo, quello che voglio fare stasera è tornare in tempo utile per portare un fiore che rappresenta oltre all’affetto, la mia solidarietà con i familiari, anche per quanto è accaduto ‘dopo’
    Mi unisco al suggerimento di Andrea di dedicare la nuova scuola materna a questi “nostri morti” e sarei grata se mi indicasse come ‘agire’….un fiore appassisce in fretta.
    nada bronzi

  2. Laura Giannetti scrive:

    Mi sembra sia stato un atto doveroso invitare il Sig. Fresu a Bologna per la manifestazione che ricorda la strage del 2 Agosto. Stento a credere che non sia accaduto prima…
    Il 2 di Agosto mi sono trovata lì. Dovevo lavorare come “tata” in una casa di vacanze, avevo 17 anni. Ci fermarono a San Ruffillo. Dopo un ora ci dissero che era scoppiata una bombola del gas nel Self Service. Dopo un’altra ora le persone scesero dal treno e presero inutilmente d’assalto il telefono della stazione. Anch’io non sapevo se mia sorella era venuta a prendermi. Non era sicura. Poi fecero entrare il treno in un binario lontanissimo dalla stazione. Già si sapeva che era stata una bomba. Dalla stazione stavano portando via i morti con gli autobus e quando uscimmo nella piazza finì di crollare un tetto. I telefoni non funzionavano, i cellulari non c’erano. Presi la prima “corriera” per vedere se mia sorella c’era ancora. Durante il viaggio pensavo ai racconti di mia madre sui bombardamenti, alla gente che ti muore accanto, al fatto di rimanere vivo e non avere altro che il vestito che porti. L’orrore della guerra, come quello della strage di Bologna. Qualcosa di superiore ad ogni immaginazione.
    I morti di Bologna sono tutti nostri.
    E trovo giusto che l’articolo su questo blog a maggior ragione parli in questi termini per i Fresu di Montespertoli. Come se fossero di ciascuna nostra famiglia. In quel “nostri” c’è amore. L’unica cosa che sopravvive alla morte.

  3. Andrea Sardelli scrive:

    Ti devi aspettare riguardo da un Sindaco che nel Consiglio Comunale del 22 giugno ha detto che “non ritiene giusto scusarsi” con i familiari per il pastrocchio del funerale del primo maggio?

    E mi sembra di ricordare che sul numero di MDT che parlava di questa vicenda fosse riportata un’altra “perla” come questa… non vorrei sbagliarmi. So di averlo, lo ricerco.

    L’imperatore sdegnoso…

  4. Laura Acomanni scrive:

    Nada e Laura, è anche per i vs. interventi che questo blog è grande.
    Buone vacanze a chi va in vacanza tra i seguaci di questo blog, a chi legge, a chi scrive; a chi non scrive perché non ha idee, a chi ce le ha, ma non le vuole o non le può esprimere; a chi dovrebbe scrivere o quantomeno rispondere, ma non lo farà mai; a tutti i giovani che si firmano con nome e cognome; ad Andrea a Beppe a Laura Giannetti, Preziosi Scrigni di informazione. Che le vacanze portino consiglio, siano esse trascorse nel nostro Montespertoli o in giro per il mondo.
    E un alto pensiero di Brunetto Latini maestro di Dante:
    “OVUNQUE VADA SARO’ NELLA MIA TERRA COSI’ CHE NESSUNA TERRA MI SARA’ ESILIO O PAESE STRANIERO, PERCHE’ STARE BENE APPARTIENE ALL’UOMO, NON AL LUOGO.

  5. Andrea Sardelli scrive:

    Bello bello il tuo commento Laura, superato solo da quelli di Nada e Laura.

  6. Andrea Sardelli scrive:

    Mi pareva di ricordare un’altra “perla” nell’articolo di MDT (qui)… secondo voi che colore ha?

  7. Andrea Sardelli scrive:

    Nada mi chiede di agire… non ci avevo pensato. Mi sembrava che la dedica della futura scuola e una commemorazione in quel luogo fosse un riconoscimento adeguato. Non avevo altre idee…

    Ma lo spunto di Nada me ne ha dato un’altra…

    Prima ancora di aspettare la scuola potrebbe essere aggiunto il loro nome con una targa al Monumento ai Caduti… insieme a quel mio nonno che a soli 19 anni ha regalato la vita alla guerra. Insieme a tanti altri.

    Angela e Maria non hanno difeso nessuno di noi, ma lo loro vita è stata presa ugualmente da una guerra balorda.

    E non voglio commentare oltre l’insulsaggine di un assessorino di “sinistra” che voleva cancellare il Monumento, e che forse si ricorda solo dei partigiani quando fa comodo.

  8. Andrea Sardelli scrive:

    Si trovano tante cose in rete… magari il sito di un’Associazione che vorrebbe salvaguardare la memoria storica inserendo le foto dei Monumenti ai Caduti e l’elenco dei Caduti di entrambe le guerre…

    Che scrive a tutti i Comuni d’Italia e che anche dal nostro riceve questa risposta… il silenzio.

    La memoria storica è importante per chi fa politica… quando serve.

  9. Andrea Sardelli scrive:

    Vedo solo ora il blog di Francesco e la delicatezza dell’immagine che ha scelto per il suo omaggio. Bravo.

  10. Francesco Mori scrive:

    Ormai Andrea è chiaro che lo strumento email non viene usato, ma la cosa per lo meno comica è che il Vice Sindaco sarebbe anche persona estremamente dotata nel ramo informatico, dovrebbe credere e incentivare l’uso di certi strumenti. Invece niente.

  11. Giuseppe Corti scrive:

    sapete com’è, un pò per la vecchiaia che incombe, un pò per le cose della vita, uno a una certa età inizia a avere le lacrime facili e si commuove a ogni piè sospinto.
    Però, a maggio del 2005, uscito da poche settimane dalla Giunta, mi ritrovai con un vuoto enorme nel cuore, un vuoto che ho sempre avuto (ma ci pensate cosa è successo a queste due persone?) e che gli ultimi eventi e discussioni avute con il capo mi avevano amareggiato all’inverosimile. Ammetto: in cuor mio avevo pensato che sarei riuscito a convincerla della brutta piega che era stata presa. Riammetto: me la andai a cercare, nessuno aveva chiesto il mio parere.
    Agli inizi di maggio andai da Bellino e ci parlai, senza entrare in argomento, due chiacchiere. E poi scrissi quella lettera che era il mio distacco da quel modo di fare becero e ingiusto, da carogne che non riconoscono il dolore di nessuno. Ho la politica nel sangue da sempre, pur non avendo mai avuto una tessera di partito; cionostante, come Fausto Bertinotti anch’io ritengo che i partiti siano quel mezzo impreciso che fa funzionare la democrazia. Ma se un partito o delle persone fa/fanno affari in spregio al dolore altrui non è sono più le mie persone, non sono più persone. In casi così si raggiunge il livello più basso che l’inciviltà umana potesse partorire. Con quelle persone io non ci prendo un caffè, non mi faccio telefonare, non ci sto a sedere accanto. Non ci sto. E non ci sono stato.
    Scrissi la lettera e la feci legere a alcuni amici. Era dura ma piaceva. La feci leggere a Bellino e mi disse di no. Non voleva, nemmeno per interposta persona, avere a che fare con l’Amministrazione. Eppure, tentai, quelle cose le ha dette a te, ha offeso la tua famiglia, le sorelle, la memoria, una bambina. Piangemmo e disse no. Capii che nell’anima di una persona che ha subito quello che ha subito valga soprattutto il silenzio. Non esiste l’aver ragione, esiste il silenzio. Non si sopravvive altrimenti. E la lettera non fu pubblicata.
    Un anno dopo, quelo che avevo pensato fosse il male l’anno precedente, si rivelò ben peggio. E allora su MDT pubblicammo la lettera con gli omissis per non far riconoscere chi fosse la persona che aveva interloquito con la Sindaco. Ora che mi sembra che anche Bellino accetti di parlarne, penso di poter dire che l’omissis era stato inserito per non far riconoscere egli stesso. Come Redazione di MDT decidemmo che non si poteva stare ancora zitti e pubblicammo l’articolo scusandoci per questo con l’interessato (non dichiarato). Eppure io ci stetti male. Avevo tradito il rispetto del silenzio, chiesto da chi più di altri aveva diritto a chiederlo. Gli telefonai, ci parlai, ripiangemmo. E’ così ormai non guarisco.
    Come Redazione di MDT decidemmo anche di modificare una frase che ritenemmo troppo forte. Oggi che mi è data occasione la metto qui. Intanto il titolo era “La strage di Bologna e quella di Montespertoli” e la frase modificata in originale diceva (la metto un pò più ampia, che si capisca il contesto)
    “il fratello di Angela è andato a chiedere spiegazioni al Sindaco, si badi bene non sulla liceità della decisione, quanto sulle modalità con cui è stata resa nota; e ha ricordato che quella piazza rappresenta sì un lutto nel cuore di tutti, ma che almeno lui o le sue sorelle potevano essere informati preventivamente, chissà, magari una telefonata, una lettera, una passeggiata (le loro case distano circa due km). La risposta è stata una bomba: se dovessimo mandare una lettera a tutti per tutte le cose che vogliamo fare, non si farebbe più nulla.
    Il fratello di Angela, ferito, ha chiuso la porta ed è andato via, in onore a quella dignità che impedisce di andare oltre per non assimilarsi all’interlocutore.
    Un’altra bomba, non è bastata una becera e infame, fascista e connivente con i servizi segreti deviati, non è bastata una a rovinare per sempre la vita di chi è morto e di chi è rimasto; al fratello ne è stata lanciata un’altra da parte di chi abbiamo votato.
    Continuerò a piangere per Angela e Maria, a sorridere per la felicità dei bambini che giocano con le mamme e i babbi nelle piazze, e a mangiarmi le mani per aver dato credito a una persona che della dialettica, dei modi garbati e della discussione civile fa lo stesso uso che i terroristi fanno dello bombe: strage.”
    In effetti era un pò forte, ma era maggio 2005. Oggi che sono passati altri due anni, se lo rileggo ci ripiango.
    Ma, in Giunta, nessuno riesce a immaginare cosa sia successo a Bologna quel 2 agosto del 1980?

  12. Andrea Sardelli scrive:

    Sono senza parole. Ma non senza pensieri.

  13. Andrea Migliorini scrive:

    Con Giuseppe Corti potrei avere delle idee diverse, ma una c’è una cosa che abbiamo in comune: LA SENSIBILITA’.
    Ho riflettuto profondanente su quello che scrive e capisco la sofferenza di Bellino per come si è svolta questa amara vicenda. Anche il dolore unisce le persone, ma io sono fra quelli che guarda oltre. Le persone SENSIBILI sanno dare delle risposte che riportano la speranza. Grazie Giuseppe.

  14. Anonimo dd scrive:

    Beppe ti amo, non me ne voglia tua moglie,
    per quello che sei e per quello che riesci a far provare a ciascuno di noi!!!

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